Lo scrittore italiano pubblica contemporaneamente due libri sulla Bibbia, un testo di commento ad un libro di foto, ed una magnifica meditazione a due voci sull’alpinismo.
Su “Le Monde des Livres” del 24 novembre, Patrick Kéchichian redige un inventario della presenza di De Luca nelle uscite editoriali recenti.
Erri De Luca
Sur la trace de Nives
(Sulla traccia di Nives)
Traduit de l’italien par Danièle Valin
Gallimard, 132 p., 13,90 €
“La lettura della Bibbia e la pratica dell’alpinismo hanno un punto in comune: le due attività non si limitano a se stesse, ma rilevano una dimensione interiore di cui il praticante non aveva, prima di cominciarle, una chiara coscienza. Le Scritture dispensano a colui che le medita delle lezioni di saggezza o di fede: di vita. La montagna insegna una ascesi del corpo e dello spirito: una economia di vita. Nei due casi, si tratta di considerare e di desiderare di raggiungere o avvicinare un bene posto al di sopra di sé
Erri De Luca ha deciso, da molto tempo, di consacrarsi a queste due scuole. Per la prima, non appartiene ad alcun lignaggio di esegeti, non si riconosce in alcuna religione, se non in quella che si fa da sè del Libro.”
Per la seconda, De Luca si richiama ad una scelta di risarcimento verso il padre: “ho scritto i libri che lui non ha scritto, ho scalato le montagne che lui avrebbe voluto scalare. Sono suo figlio perché ho ereditato i suoi desideri….”
Il libro è un “racconto di viaggio” con l’alpinista Nives Meroi, che De Luca accompagna in una spedizione himalayana. La montagna è “personificata”, parlante: “La montagna non è un mostro che uccide, io sento al contrario che soffre le ferite per ciascuna vita che si perde in essa. Le valanghe che non ha potuto trattenere, le cadute di pietre che sono precipitate in basso: c’è un dolore della montagna, e il suo scusarsi che viene in soccorso ad altri alpinisti. “.
Gli altri volumi: Comme una langue au palais (Gallimard, 120 p., 13,90 €) riunisce le analisi di diversi passaggi della Bibbia, specie sui mestieri nei due Testamenti, mentre Au nom de la mère, (Gallimard, 78 p., 7,90 €) è un racconto di Maria che parla in prima persona dell’infanzia di Gesù; c’è poi il commento al libro di fotografie di François-Marie Banier, Le chanteur muet des rues (Gallimard, 90 p., 22,50 €), in cui esprime la sua simpatia per gli umili, gli anonimi, gli infelici che incrociamo nelle vie delle città.
Amen.