Archive for the 'inventario' Category

Un giudizio sul Salone del Libro di Parigi che va bene anche per le nostre Fiere del libro

Monday, March 29th, 2010

Su Le Monde di oggi, Josyane Savigneau intervista Jean-Claude Simoen, che dirige presso l’editore Plon la collana “Dictionnaire amoureux”.

Parlando del Salone del Libri, di cui si è tenuta questa settimana la 30a edizione, diche che non gli piace perché si e voluto trasformare gli editori in venditori di libri al dettaglio. Che non è il loro mestiere, questo è il ruolo dei librai.

E si sono trasformati gli autori in uomini-sandwichs. Gli si fanno firmare i loro libri o dei pezzi di carta. Ma chi firma? con qualche rara eccezione, non sono gli scrittori, piuttosto delle vedettes dello show-business. Siamo ben lontani dalla letteratura.

Inoltre, trova il costo del biglietto d’ingresso eccessivo. Dovrebbe essere puramente simbolico per un pubblico che si sposta, principalmente, per comprare qualche libro.

(…)

Un salone tematico sarebbe sicuramente più pertinente…

La sua frase di chiusura dell’intervista: “Que d’autres se targuent des phrases qu’ils ont écrites, moi je suis fier de celles que j’ai lues”, diceva Borges.

Su alcune conseguenze della democrazia

Saturday, November 14th, 2009

In questi giorni, in Francia, si fa un gran parlare della prevista elezione del figlio di Sarkozy alla presidenza dell’ente di gestione del quartiere della Defense, a Parigi.

Su Le Monde di oggi (14 ottobre), Laure Belot intervista il professor Dominique Rousseau. Alla domanda di cosa pensi di questa prevista elezione, il Prof risponde che tale elezione ha l’apparenza della legalità.  Nonostante questo, a suo parere  dietro questa apparenza si nasconde una realtà: la riproduzione ereditaria delle élites. Non si tratta di una specificità francese, a suo parere. Ovunque si vede il riprodursi di dinastie al potere; Francia, Grecia  e Giappone sono gli esempi descritti più in dettaglio.

Questa pratica alza un muro tra la “nobiltà di Stato” di cui parla Buordieu e il terzo stato, il basso popolo che accede più difficilmente all’esercizio del potere  ma al quale si chiede di acclamare col voto questa “nobiltà” che si autoriproduce. “E’ interessante rileggere Alexis de Toqueville. Al suo ritorno dagli Stati Uniti, verso il 1830, egli difendeva l’introduzione del suffragio universale. Ai suoi amici che lo trattavano da folle, egli diceva in sostanza di non preoccuparsi, il suffragio universale non fa che legittimare l’esercizio del potere per chi già lo detiene”.

Alla domanda della giornalista, se pensa che questa sia una debolezza della democrazia, il Professore rispond eche sul piano della filosofia politica l’elezione ha cambiato poche cose. Si ritrova una trasmissione ereditaria del potere politico attraverso il tempo, le forme di governo, i regimi.  Al punto di interrogarsi sulla portata dell’elezione come strumento di democratizzazione reale delle istituzioni.

L’elezione è considerata lo strumento che permette al popolo di esercitare il potere. Ci si rende conto che è uno strumento che permette di conferire l’esercizio del potere a coloro che lo possiedono di già. Sarebbe necessaria una riflessione di grande impegno sul significato del voto nella costruzione delle pratiche democratiche.

Religione - il pericolo del creazionismo

Monday, June 25th, 2007

da “Le Monde” del 26 giugno:

Il Consiglio d’Europa sottolinea i pericoli del creazionismo nell’educazione.

“Le discussioni che hanno accompagnato la redazione del rapporto del Cosiglio d’Europa sono state burrascose. “Abbiamo dovuto affrontare violente opposizioni da parte di un parlamentare Russo, spalleggiato da Ungheresi; assimilava l’evoluzionismo allo stalinismo, al nazismo e al terrorismo!” assicura Guy Lengagne, che ha presentato il rapporto e una risoluzione invitante i 47 paesi membri del Consiglio di Strasburgo ad “opporsi fermamente a tutti i tentativi di presentazione del creazionismo come disciplina scientifica“.

Apparso nella seconda metà del XIX secolo, la corrente creazionista rigetta la teoria darwiniana dell’evoluzione delle specie per selezione naturale e difende l’idea che il mondo è stato creato da Dio; sia in sei giorni secondo il racconto dell’ Antico Testamento, sia grazie all’intervento di un “disegno intelligente” per i neocreazionisti.

L’obiettivo primario dei creazionisti contemporanei, essenzialmente d’obbedienza cristiana o musulmana, è l’insegnamento. Noi siamo in presenza di una ascesa potente dei modi di pensare che, per meglio imporre certi dogmi religiosi, attaccano al cuore stesso le conoscenze. In Francia, l’offensiva più recente risale a gennaio: un Atlante della creazione, venuto dalla Turchia, una delle culle principali del creazionismo islamico, tendente a dimostrare che la creazione è un fatto e l’evoluzione un’impostura, è stato distribuito nelle scuole, prima di essere ritirato.”

L’offensiva turca non è un fatto isolato. In molti paesi europei, i ministri dell’educazione hanno rimesso in dubbio l’insegnamento del darwinismo. Il rapporto cita la Polonia dove, nello scorso autunno, il vice ministro dell’educazione ha dichiarato che la teoria dell’evoluzione è una menzogna, un errore che è stato legalizzato come una verità corrente; nel 2004, in Italia, la ministra dell’istruzione ha proposto di abolire tale insegnamento nella scuola dell’obbligo. La sua collega Serba ha dovuto dimettersi dopo aver ordinato alle scuole di abbandonare tale insegnamento. Nel 2005, la ministra olandese ha proposto una larga discussione sull’insegnamento delle teorie dell’evoluzione. Negli USA, il 38% dei cittadini spingono per l’abbandono dell’insegnamento delle tesi avoluzioniste e il presidente Bush difende l’idea di un doppio apprendimento.

Tutti questi fatti corrispondono ad un reflusso della scienza a profitto della religione; ora, voler privare i cittadini dell’accesso alla conoscenza scientifica è uno degli attentati più gravi ai diritti dell’uomo” assicura Lengagne.

Il rapporto, che riconosce che le istituzioni delle tre grandi religioni monoteiste si distaccano da queste posizioni radicali, non esclude un insegnamento delle tesi creazioniste “nel quadro di un apprendimento del fatto religioso“, ma insiste “Queste tesi non possono avere pretese di scientificità.”.

Fiera del libro di Salonicco; i Club del Libro in Grecia

Monday, June 4th, 2007

Su “Le Monde des livres” del 1 giugno, Florence Noiville racconta della Fiera del Libro di Salonicco. appena conclusa nella sua quarta edizione, con un buon successo. Presenti editori francesi, oltre ai greci, del magreb, Egitto, Turchia, Libano…

Grande qualità dei dibattiti, dice la Noiville. Quest’anno, si è discusso dei Club del Libro; da noi, a quello che so, con questo nome si indicano solo i club di vendita più o meno coatta di libri per corrispondenza. Invece si tratta, all’estero, di associazioni di lettori che scelgono periodicamente di leggere un libro e poi di riunirsi per discuterne, magari con l’autore o con critici e scrittori.

Nel dibattito, lo scrittore Apostolos Doxiadis dice che un anno e mezzo fa non esistevano, in Grecia; oggi sono almeno 250 e discutono di libri di tutti i tipi, dalla poesia alla matematica. Il romanziere Takis Théodoropulos, che anima uno di questi club sui filosofi antichi, dice: “All’inizio, ero diffidente. L’aspetto gregario mi intimoriva. Poi ho scoperto che si poteva far leggere Platone pressoché come un autore di oggi. Ci sono dei giovani attivi che partecipano. Ne ho più di 50. Abbiamo letto Fedone, Critone. Confesso che non riesco a staccarmene.”.

Nati nell’Inghilterra vittoriana, l’idea del “book club” è semplicissima: ogni mese, un gruppo di lettori (donne, all’80%) si riunisce per discutere di un’opera scelta in comune. L’ampiezza del fenomeno lascia stupiti: 50.000 clubs in Inghilterra; 500.000 negli USA, dove 5 milioni di lettori sono coinvolti; due trasmissioni-faro (in Inghilterra, il “Richard and Judy’s Book Club” e negli USA il “Oprah’s Book Club”) e infine, per buona misura, una sit-com umoristica divenuta un classico, “The Book Club”…

Nei Paesi Bassi, la cosa è ancora più strutturata. I 5000 club (50.000 lettori) sono federati in una sorta di società holding e “il peso è tale che può fare o disfare il successo di un autore“, spiega un giornalista presente a Salonicco. L’assemblea dei clubs dispone di una sua rivista, BookBook, che dispensa ogni mese i suoi consigli di lettura. Fiutando il nuovo mercato, l’editore olandese Querido si è lanciato nella riedizione di eccellenti opere di catalogo espressamente adattate per i club del libro, con tracce di riflessione e soggetti di discussione alla fine. Risultato: “se il libro è scelto, si ha un surplus di vendite nette di 50.000 copie“, dice l’editore. Da Atene a Madrid, il successo sembra estendersi all’intera Europa, dice la Noiville. Salvo che in Francia. (E in Italia…)

Catena citazionista (Luxus catenae)

Friday, December 29th, 2006

Già, perché anche giocare è un lusso.

Ricevo da Liseuse e faccio la mia parte.

Le premesse: non è il libro fisicamente più vicino. A casa non ho (più) una stanza per me dove leggo, il libro del momento è in giro, su uno scaffale (possibilmente in ordine per smanie coniugali, insofferenti alle asimmetrie anche temporanee); comunque si tratterebbe di “Breve storia della musica sacra”, di Luigi Garbini, Il Saggiatore; oppure di “Mozart, la notte delle dissonanze”, di Sandro Cappelletto, EDT. Tutto ciò non per snobismo o grande copertura culturale: semplicemente è un pò che non trovo gialli da leggere e quindi attingo al mucchio dei libri che “prima o poi voglio leggere”.
In conclusione, scelgo un autore più vicino invece che un libro più vicino. Ma tra i libri di questo autore che ho in casa scelgo il più vicino. Non eseguo alla lettera l’istruzione “sfogliare fino alla pagina 123″, ma apro il libro più o meno a quell’altezza e da quel punto sfoglio per trovare quella giusta.
David Foster Wallace, La scopa del sistema. Fandango. (traduzione di Sergio Claudio Perroni)
Pagina 123 inizia con una frase che continua dalla pagina precedente; conto da lì come fosse la prima;

“Ed eccoci alla catastrofica notte che rappresenta il climax del racconto, simboleggiato da un incredibile nubifragio che si abbatte sul bosco, con il vento che ulula e boli di pioggia gelatinosa che martellano il tetto della baita, mentre i quattro sono seduti a tavola, e la donna sbadiglia davanti al piatto dove troneggia una montagna di Hostess Cupcakes alta sin quasi al soffitto, e l’uomo, teso all’inverosimile, è incredibilmente incazzato e ha la faccia paonazza per lo sforzo di trattenere la propria furia, e il figlio più grande, che a questo punto va per i sette anni, si lagna un pò perché non gli va di mangiare i piselli che la donna, troppo intorpidita per il sonno e dal cibo, non si è curata né di scongelare né di cuocere, e le proteste del figlio, come se non bastasse il resto, infuriano l’uomo al punto di fargli involontariamente scappare un ceffone tremendo, ma proprio del tutto involontariamente, e il bambino vola giù dalla sedia e cade a terra, e cadendo urta un tavolino sul quale sono conservate, come su un altare, religiosamente accatastate su un cuscino di velluto rosso, tutte le preziose fialette della rara e di difficile preparazione medicina antipianto, e tutte le fialette finiscono in frantumi, e la medicina evapora all’istante, e ovviamente il bambino scoppia a piangere per il ceffone tremendo e imediatamente viene colto da una crisi epilettica particolarmente violenta, e tutto questo tragico trambusto fa scoppiare a piangere anche la figlia, che anche lei viene subito colta da una delle sue crisi epilettiche in miniatura, sicché di colpo marito e moglie si ritrovano tutt’e due i figli in preda alle rispettive crisi epilettiche, finché la moglie riesce finalmente a calmare almeno in parte la bambina cullandola e coccolandola e facendosela saltare sulle ginocchia, ma l’altro figlio è messo male sul serio.”

“Gesù.”

“Sicché i due genitori sono terribilmente angosciati, e decidono che l’unica cosa da fare è che lui carichi sulla Jeep il figlio grande e cerchi di raggiungere quanto più in fretta è possibile il minuscolo ospedale sperduto nei boschi, mentre la donna telefonerà all’ospedale per chiedere di predisporre subito una scorta d’emergenza di medicina antipianto, e resterà lì a badare che la piccola, che al momento è più o meno sedata in braccio alla mamma ma che non sopporta di andare in macchina e pertanto se la mettessero sulla Jeep non farebbe che piangere per tutta la strada fino al minuscolo ospedale sperduto nei boschi, non si rimetta a piangere e a contorcersi, fino al ritorno del padre con la medicina e col se Dio vuole frattanto scampato figlio maggiore.”

Ecco, sono tre frasi.

I tre blogger a cui chiedere di continuare la catena, al momento non li ho (almeno non mi sento così in confidenza con tre di loro a cui chiedere questo…). D’altronde, nelle istruzioni non c’è un limite temporale; può essere che in futuro la mia diramazione di catena possa estendersi.

Buon anno!

Sette religiose in Francia

Tuesday, December 19th, 2006

Un articolo su “Le Monde” di oggi annuncia la pubblicazione del rapporto della commissione parlamentare d’inchiesta sulle sette, intitolato “L’infanzia rubata, i minori vittime delle sette”.
Questo è il terzo rapporto del genere: quello del 1995 era dedicato al fenomeno settario e quello del 1999 al denaro delle sette.
Il rapporto sottolinea che i bambini sono facile preda per le sette, e che l’impegno dei pubblici poteri contro le conseguenze delle derive settarie è “ineguale”.

La “commissione d’inchiesta relativa all’influenza dei movimenti a carattere settario e alle conseguenze delle loro pratiche sulla salute fisica e mentale dei minori” è stata istituita nel giugno 2006 ed ha finito ora il suo lavoro. Qualcuno forse vuole fare un paragone con l’Italia? scrivete il nome della prima commissione parlamentare d’inchiesta italiana che vi viene in mente: forse Mitrokin? non c’è paragone, non vi pare?

La commissione si è interessata ai bambini che vivono attualmente nelle sette ed a quelli che rischiano di essere investiti dal fenomeno. Il numero è allarmante: un esperto interrogato parla di 60.000 o 80.00 bambini educati in un contesto settario.

Hanno lavorato a partire da testimonianze di ex adepti, di funzionari addetti all’infanzia, di magistrati, di pedopsichiatri. In primo piano, i misfatti dell’indottrinamento e della reclusione psicologica, ed insiste in particolare sulle condizioni di scolarizzazione ed il profilo medico (psicologico, accesso o negazione delle trasfusioni sanguigne o delle vaccinazioni).

Le misure proposte insistono sul campo educativo (ridefinizione dei criteri di autorizzazione dell’istruzione a domicilio, controllo degli organismi di educazione a distanza), di sanità pubblica (controllo medico scolastico sistematico quale che sia la scolarizzazione dei minori, unificazione delle sanzioni per rifiuto della vaccinazione dei bambini, presa in carico per i fuoriusciti dalle sette, definizione di “buone pratiche” per gli psicoterapeuti), normative (prendere innanzitutto in considerazione l’interesse dei minori negli statuti delle associazioni di culto), di giustizia (diritti dei genitori, sanzione della reclusione).

La commissione non ha redatto liste di sette,  ma ne ha definito le caratteristiche, tra le quali  la destabilizzazione mentale, il carattere esorbitante delle esigenze finanziarie, il reclutamento dei bambini, senza dimenticare “l’abuso fraudolento dello stato di ignoranza o di debolezza”.

La Chiesa di Scientology ha protestato per essere considerata una setta, mentre i Testimoni di Geova, inseriti nel novero delle sette nel rapporto del 1995, proclamano il loro rispetto per le leggi della Repubblica e dichiarano che i loro figli frequantano la scuola pubblica.

A Parigi, ristorante al buio

Tuesday, December 12th, 2006

Da pochi giorni è attiva una nuova emittente francese: France24. Trasmette via satellite ma anche via internet, si può leggere e vedere sul computer. Dicono che rappresenta un “punto di vista francese” sul mondo. Loro in questo investono: è finanziata, come altre iniziative del genere, con soldi pubblici.

Mi ha incuriosito un servizio di Quincampoix, al Marais.

Si cena completamente al buio. Gran parte del personale è non vedente. Si entra in fila indiana, mano sulla spalla di chi precede; ovviamente ci si siede vicino a chi capita.

Dice la giornalista:” l’avventura è ludica e gioiosa. All’arrivo al bar, il temerario deposita gli oggetti luminosi in un cassetto (orologi luminosi, telefonini dal video fluorescente…), poi viene offerto un menù-sorpresa; parentesi per le regole elementari di sopravvivenza in un ambiente oscuro: soprattutto mantenere al sicuro la bottiglia!. L’elemento liquido non va al bordo del tavolo, pena fragorosi disastri.

Per un momento la perdita della visione disorienta; poi diventa rilassante. Si può fare la linguaccia al vicino; mettersi le dita nel naso, avere otto anni e mezzo.

Una volta seduti, si esplora l’ambiente con le mani; la disposizione del piatto, delle posate, il bicchiere. Arriva il piatto, si mangia anche con le mani per sicurezza. Poi, il riconoscimento dei sapori, che lo chef si è divertito a mischiare; il taboulè acidulo, un bignè al formaggio, i commenti di chi cerca di indovinare di cosa si tratti…” Una bottiglia che cade dal tavolo, le risate e le chiacchiere a voce troppo alta. Alla fine, dopo sapori forti per supplire alla mancanza di vista, non si pensa che all’Alka selzer. Troppi gusti uccidono il gusto.”

France 24 è qui.