Religione - il pericolo del creazionismo

da “Le Monde” del 26 giugno:

Il Consiglio d’Europa sottolinea i pericoli del creazionismo nell’educazione.

“Le discussioni che hanno accompagnato la redazione del rapporto del Cosiglio d’Europa sono state burrascose. “Abbiamo dovuto affrontare violente opposizioni da parte di un parlamentare Russo, spalleggiato da Ungheresi; assimilava l’evoluzionismo allo stalinismo, al nazismo e al terrorismo!” assicura Guy Lengagne, che ha presentato il rapporto e una risoluzione invitante i 47 paesi membri del Consiglio di Strasburgo ad “opporsi fermamente a tutti i tentativi di presentazione del creazionismo come disciplina scientifica“.

Apparso nella seconda metà del XIX secolo, la corrente creazionista rigetta la teoria darwiniana dell’evoluzione delle specie per selezione naturale e difende l’idea che il mondo è stato creato da Dio; sia in sei giorni secondo il racconto dell’ Antico Testamento, sia grazie all’intervento di un “disegno intelligente” per i neocreazionisti.

L’obiettivo primario dei creazionisti contemporanei, essenzialmente d’obbedienza cristiana o musulmana, è l’insegnamento. Noi siamo in presenza di una ascesa potente dei modi di pensare che, per meglio imporre certi dogmi religiosi, attaccano al cuore stesso le conoscenze. In Francia, l’offensiva più recente risale a gennaio: un Atlante della creazione, venuto dalla Turchia, una delle culle principali del creazionismo islamico, tendente a dimostrare che la creazione è un fatto e l’evoluzione un’impostura, è stato distribuito nelle scuole, prima di essere ritirato.”

L’offensiva turca non è un fatto isolato. In molti paesi europei, i ministri dell’educazione hanno rimesso in dubbio l’insegnamento del darwinismo. Il rapporto cita la Polonia dove, nello scorso autunno, il vice ministro dell’educazione ha dichiarato che la teoria dell’evoluzione è una menzogna, un errore che è stato legalizzato come una verità corrente; nel 2004, in Italia, la ministra dell’istruzione ha proposto di abolire tale insegnamento nella scuola dell’obbligo. La sua collega Serba ha dovuto dimettersi dopo aver ordinato alle scuole di abbandonare tale insegnamento. Nel 2005, la ministra olandese ha proposto una larga discussione sull’insegnamento delle teorie dell’evoluzione. Negli USA, il 38% dei cittadini spingono per l’abbandono dell’insegnamento delle tesi avoluzioniste e il presidente Bush difende l’idea di un doppio apprendimento.

Tutti questi fatti corrispondono ad un reflusso della scienza a profitto della religione; ora, voler privare i cittadini dell’accesso alla conoscenza scientifica è uno degli attentati più gravi ai diritti dell’uomo” assicura Lengagne.

Il rapporto, che riconosce che le istituzioni delle tre grandi religioni monoteiste si distaccano da queste posizioni radicali, non esclude un insegnamento delle tesi creazioniste “nel quadro di un apprendimento del fatto religioso“, ma insiste “Queste tesi non possono avere pretese di scientificità.”.

2 Responses to “Religione - il pericolo del creazionismo”

  1. Gianni Siena Says:

    Ma neppure il darwinismo e/o il neodarwinismo hanno quella patente di “scientificità” che pretendono; hanno, certamente, il credito e la preferenza degli scienziati, che sono quasi tutti “evoluzionisti”; hanno a disposizione, non si capisce il perchè, la totalità dei mezzi di informazione.
    La narrazione biblica della creazione non è solamente una “tradizione religiosa” ma la descrizione di un mondo (=prediluviano) che il “mondo della scienza” si ostina a negare.
    Mentre un confronto relamente scientifico sul merito andrebbe effettuato.
    Io non ho una “soluzione pronta” in tasca ma, mi risulta, l’evoluzione non ha, fuori della certezza “conclamata” al grande pubblico, prove per sostenersi…continuare a spacciare questo delirio ottocentesco per scienza è abominevole. Il darwinismo classico non esiste più, quindi, l’evoluzione “secondo” Darwin non era scienza.
    Resiste, nelle tesi neodarwiniste, l’assunto di una “avvenuta” evoluzione ma ugualmente indimostrata dai fatti scientifici verificabili.
    In altre parole, la “scienza” è in verità “fede” che, secondo il comune modo di capire, risulta essere un credo soggettivo; benchè creduto da molti da una…”maggioranza”.
    Le maggioranze si possono sbagliare ed è proprio questo “caso”: quando mi sento rimproverare la mia fede(cristiana evangelica), come un fatto soggettivo, ammetto umilmente che le cose stiano così.
    Ma la musica cambia se la gente attacca la Bibbia, ammetto di essere un “fondamentalista”, ma non una persona “fanatica”, solo entusiasta della Sacra Scrittura.
    Essa si configure come attendibile teste di un mondo scomparso ma che fa parte della nostra storia.
    Il mondo di Adamo ed Eva(fino a Noè) non appartiene allo scenario disegnato da questa “scienza” per 6000 anni fa ma ad uno molto più antico.
    Su questo punto sarebbe bene tenere conto di chi “dissente”, noi “sappiamo” che tutto è venuto all’esistenza circa 6000 anni fa.
    La terra abitata dai patriarchi prediluviani non è la terra attuale frazionata in sei-sette continenti ma una sola terra emersa e di forma emisferica.
    Colombo, nel 1492, mentre si accinge a navigare verso ovest, per “buscar il levante” (il Giappone); egli (ed è storia!) è convinto di non trovare ostacoli geografici.
    Questa è la convinzione dell’astronomo di Alessandria, Tolomeo, che rappresentava la terra come un emisfero appiattito e circondato dal mare.
    Questa è anche la concezione che le antiche civiltà avevano della terra; l’evoluzionista dichiara “inadeguata” questa concezione geografica ma, calpestando brutalmente i dati, ignora che l’homo sapiens ha conosciuto la terra nel suo primo splendore.
    Una concezione “scientifica” che si avvicina a quella della Bibbia(o di Tolomeo) è la “pangea”…la “scienza” concede che sia esistito un solo continente, che si frazionò in un arco incomprensibile di anni.
    Questo “quadro” geografico, benchè ricavabile (ma condiviso da tutte le antiche civiltà) da un “testo religioso”, appartiere alla civiltà ed alla scienza umana: gli antichi, i nostri progenitori, hanno conosciuto la terra appena creata da Dio.
    Io non saprei dire se i giorni della Creazione furono di 24 ore, esiste ancora un bel po’ di dissenso anche nel campo strettamente teologico, ma penso che il quadro “cosmologico” sia di una chiarezza impresionante.
    E nerssuno ci venga a dire che la scienza e gli scienziati siano “neutrali” rispetto alla fede cristiana.
    La maggior parte di coloro che accettano, radicalmente, l’evoluzione sono assolutamente ostili alla religione, in particolar modo al cristianesimo.
    Ma si professano “laici” mentre sono assolutamente antireligiosi e basta: di questo ne ho conferma quotidiana, quando nelle (civilissime…) discussioni con la gente le mie convinzioni sono sottoposte a disprezzo… questo non è essere “laici”.
    Rivendico, come cristiano di una minoranza non ancora del tutto “ben accolta”, la mia laicità, fatta di libertàe di sottomissione a Dio, secondo quel Vangelo che vedo calpestato ed eluso nella “chiesa” per antonomasia.
    Ma avverso ogni laicismo, anche politico-ideologico, che vede il male, non negli uomini ma, nella Fede dei credenti.
    Anch’io vorrei un’Italia laica e libera dall’influenza del Vaticano ma vorrei un insegnamento della scienza libero dalle pastoie dell’anticlericalismo sfociato nella rivoluzione francese.
    Vorrei un’Italia(e un’Europa) patria dei suoi cittadini, senza esclusioni; per questo sarebbe bene abbandonare certe ideologie che funestano e deformano l’insegnamento della scienza.
    Una mia parente, sapendomi “creazionista”, ha pensato bene di regalarmi un libro scritto, non da un “astronomo” o da un “genetista”…da un FILOSOFO!
    Cosa centri un filosofo con la scienza dei laboratori io non l’ho ancora capito…o “forse” l’ho capito…per questo non mi lascio impressionare dalle idee della maggioranza dei miei contemporanei!

  2. mario.zucconelli Says:

    Buon giorno, Gianni, piacere di conoscerti. Spero di poter discutere più in dettaglio con te prossimamente; nel frattempo, vorrei solo dire che personalmente preferirei che le religioni in generale non pretendessero di dettare le propire impostazioni “erga omnes”; cioè negli ordinamenti legislativi o educativi. Se a scuola c’è posto per mostrare anche teorie sull’origine delle specie che non siano evoluzioniste non me ne lamento. La diferenza, secondo me, tra una teoria religiosa e una di impostazione scientifica consiste nel fatto che, dal “provando e riprovando” (dove riprovando non significa provare di nuovo ma viene da riprovazione delle evidenze acquisite) galileiano in poi, se metti in discussione una teoria scientifica qualcuno può cercare di convincerti ma difficilmente ti dirà “devi credere”.
    La fede, o ce l’hai oppure no. Io no.
    Un cordiale saluto e a presto.