Su alcune conseguenze della democrazia

In questi giorni, in Francia, si fa un gran parlare della prevista elezione del figlio di Sarkozy alla presidenza dell’ente di gestione del quartiere della Defense, a Parigi.

Su Le Monde di oggi (14 ottobre), Laure Belot intervista il professor Dominique Rousseau. Alla domanda di cosa pensi di questa prevista elezione, il Prof risponde che tale elezione ha l’apparenza della legalità.  Nonostante questo, a suo parere  dietro questa apparenza si nasconde una realtà: la riproduzione ereditaria delle élites. Non si tratta di una specificità francese, a suo parere. Ovunque si vede il riprodursi di dinastie al potere; Francia, Grecia  e Giappone sono gli esempi descritti più in dettaglio.

Questa pratica alza un muro tra la “nobiltà di Stato” di cui parla Buordieu e il terzo stato, il basso popolo che accede più difficilmente all’esercizio del potere  ma al quale si chiede di acclamare col voto questa “nobiltà” che si autoriproduce. “E’ interessante rileggere Alexis de Toqueville. Al suo ritorno dagli Stati Uniti, verso il 1830, egli difendeva l’introduzione del suffragio universale. Ai suoi amici che lo trattavano da folle, egli diceva in sostanza di non preoccuparsi, il suffragio universale non fa che legittimare l’esercizio del potere per chi già lo detiene”.

Alla domanda della giornalista, se pensa che questa sia una debolezza della democrazia, il Professore rispond eche sul piano della filosofia politica l’elezione ha cambiato poche cose. Si ritrova una trasmissione ereditaria del potere politico attraverso il tempo, le forme di governo, i regimi.  Al punto di interrogarsi sulla portata dell’elezione come strumento di democratizzazione reale delle istituzioni.

L’elezione è considerata lo strumento che permette al popolo di esercitare il potere. Ci si rende conto che è uno strumento che permette di conferire l’esercizio del potere a coloro che lo possiedono di già. Sarebbe necessaria una riflessione di grande impegno sul significato del voto nella costruzione delle pratiche democratiche.

Leave a Reply